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giovedì 4 novembre 2010

Una ricetta: Ficatu ‘ri setti cannola

Ho fame e visto che non posso preparare cose succulente, mi butto sulle verdure… Ho sempre detestato le limitazioni alimentari, e sono fermamente convinta che le diete, almeno quelle affamanti, fanno male e basta. Certo, mi rendo conto che dando libero sfogo alla fame che mi ritrovo, finirei per spendere un capitale (che non ho) in vestiti nuovi…

E allora? Cucino; cose non troppo complicate, senza grassi animali, che Tony non può mangiare.

Il “Ficatu” di cui sopra non ha niente a che fare con il FEGATO: è un piatto povero, per chi il fegato poteva solo immaginarlo.

INGREDIENTI

  • zucca rossa
  • olio extra vergine
  • sale
  • aceto di vino bianco
  • zucchero
  • foglioline di menta
  • aglio

Sbuccio la zucca e la taglio a fette alte circa 1 cm . In una larga padella faccio scaldare una buona quantità di olio E.V.O. e vi immergo le fette di zucca. Le friggo per bene, rigirandole con cautela. E’ importante che l’olio sia caldo, in modo che le fette di zucca facciano la crosticina e non si spappolino. Ripongo le fette già pronte in una ciotola profonda (preferisco così, piuttosto che un piatto: mi pare che si condisca meglio) e le salo. Schiaccio una manciata di spicchi d’aglio con tutta la buccia e li butto nell’ultima padellata di frittura. Dopo avere tolto le ultime fette, verso l’olio bollente (e l’aglio!) nella ciotola. Aggiungo le foglioline di menta. A parte preparo l’agrodolce: verso in un bicchiere 100 ml di aceto bianco, aggiungo 2 cucchiai di zucchero, mescolo accuratamente per farlo sciogliere. Aggiungo l’agrodolce alla zucca e lascio riposare. E’ un piatto che va consumato freddo.

L’abbiamo mangiato stasera, per dare un minimo di significato a quell’insipido pollo che tanto spesso mi trovo nel piatto (e che mi fa rimpiangere i galletti ruspanti che mi preparava la nonna…)

mercoledì 3 febbraio 2010

AJ, SCC e … torta!

la mia paginetta per l’AJ: tema della settimana, il TRUCCO.

Nelle intenzioni c’era la rivisitazione della copertina di Rimmel, disco di Francesco De Gregori che mi è rimasto nel cuore; avevo pensato a tanti scovolini da mascara a fare le strisce su fondo neutro e… ha prevalso una certa pigrizia: mi ci vedi a ritagliare scovolini dopo averli modificati per avere la dimensione giusta? il mio diavoletto diceva di no. E siccome, a volte, le mani pare che lavorino indipendentemente dal cervello, ho DISEGNATO (??????) (mia madre si rivolterà nella tomba…) (non lo facevo dalle elementari) (… e meno male)

ALIM0656

Poi, non so se sono ancora in tempo per una sfidina sul blog di SCC.

ho proprio scrapliftato il modello proposto:

ALIM0654

Mi è venuto subito in mente un possibile utilizzo per queste mongolfiere/lampadine della Sassfrass che ho provato e provato ad usare, senza successo: troppo viste! Bene, così imparo che la roba troppo modaiola la si usa subito o non la si compra.

E infine, una tortina: niente di succulento, grondante grassi e calorie. Una cosina modesta, che accontenta la gola ma non danneggia chi ha qualche problemino (accidenti, ho quasi perso il gusto di cucinare, e in compenso non ho perso un etto: logico, mi tuffo sui biscotti peggio dei bambini!!)

TORTA ALL’ANANAS

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Ingredienti

  • 150 g. di farina 00
  • 2 uova
  • 200 g. di zucchero
  • 50 g. di burro
  • 1 scatola di ananas al naturale
  • 1/2 bustina di lievito

Metto in una tortiera (di 20/22 cm di diametro) il burro, metà dello zucchero e un goccino d’acqua. Pongo sul fuoco e lascio caramellare: lo zucchero deve prendere un bel colore bruno, ma non bruciato.

Sistemo le fette d’ananas sgocciolate (ma ne tengo da parte un paio) su questo fondo.

Preparo l’impasto: sbatto i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi. Aggiungo la farina setacciata con il lievito, 2 fette d’ananas tagliate a cubetti e mezzo bicchiere di succo d’ananas. Monto a neve ferma gli albumi e li mescolo delicatamente al composto. Se dovesse risultare troppo sodo, lo ammorbidisco con altro succo d’ananas. Verso l’impasto nella tortiera e inforno a 180° per 35/40 m. Mi accerto della cottura con la prova-stecchino e sformo prima che si raffreddi.

domenica 23 marzo 2008

sabato 26 gennaio 2008

Sfinci di San Giuseppe

Lo so, è un po' presto, ma visto che quest'anno la Pasqua è decisamente bassa, la favolosa teoria dei dolci fritti (che sono quelli che preferisco, io AMO il fritto) ha già preso l'avvio. Approfitto di un'iniziativa del nuovo blog di SCC: scrap-ricetta a premi.





Ingredienti
Per le sfinci
300 ml di acqua
300 g. di farina bianca
70 g. di strutto
5 uova
1 pizzico di sale
Scorza grattugiata di limone


Per la crema
300 g. di ricotta di pecora
150 g. di zucchero
Canditi: scorza d’arancia, ciliegie, zucca
Cioccolato a scaglie
Granella di pistacchio
Vaniglia

Olio o strutto per friggere

Preparo la crema: la sera prima metto in una ciotola la ricotta ben sgocciolata e lo zucchero. Mescolo sommariamente e lascio riposare tutta la notte. Il giorno seguente passo la crema al setaccio fine, più volte, finchè non è liscia (NON uso assolutamente il frullatore: la crema di ricotta è una crema pesante). Condisco con cioccolato a scaglie e dadini di zuccata, e profumo con la vaniglia.

Preparo le sfinci: Metto a bollire l’acqua in una pentola, con lo strutto e un pizzico di sale. Quando lo strutto si è sciolto, fuori dal fuoco, verso la farina tutta insieme e mescolo energicamente. Aggiungo la scorza di limone e rimetto sul fuoco. Continuo a mescolare finchè il composto si stacca dalle pareti della pentola: ci vorranno circa 10 minuti. Lascio raffreddare, poi aggiungo le uova, uno alla volta, mescolando molto accuratamente: non ne aggiungo un altro, fino a che il precedente non è completamente assorbito.
Preparo l’olio, o meglio, lo strutto, per la frittura: il recipiente deve essere profondo e il grasso abbondante. Aiutandomi con un cucchiaio, verso il composto nell’olio caldo, ma non al punto di fumo; per ogni sfincia ci vorranno 3 cucchiaiate. La pasta rotola su se stessa nell’olio caldo: la punzecchio con la forchetta e la batto leggermente al centro per darle la caratteristica forma di due sfere adiacenti. Quando le sfinci sono ben dorate e gonfie le metto a sgocciolare su carta da cucina.
Una volta tiepide, le riempio di crema (ma non eccessivamente), e ne metto un po’ anche nell’incavo che avevo creato durante la frittura. Vi adagio sopra la granella di pistacchio, la scorza d’arancia candita, la ciliegia.
Ricetta lunga e un po’ elaborata, ma ne vale la pena: io ADORO le sfinci.

lunedì 9 luglio 2007

Parfait di mandorle

Mi consolo in cucina: il parfait di mandorle è un semifreddo che mi piace moltissimo ed è veramente semplice da preparare e di sicuro effetto. Io, purtroppo sono allergica al cioccolato e sono costretta a farne a meno: peccato, perchè l’amaro del fondente si sposa veramente bene col dolce della preparazione!

Ingredienti
4 uova
200 g. di mandorle spellate e tostate in forno per 10 m.
500 ml di panna da montare
10 amaretti
7 cucchiai di zucchero
1 tavoletta di cioccolato fondente

Esecuzione
-Monto i tuorli con lo zucchero, finché diventano chiari.
-Monto gli albumi in un contenitore molto capiente, aggiungendo un pizzichino di sale. Devono essere sodi come la panna montata.
-Monto la panna
-Trito grossolanamente le mandorle e gli amaretti, senza ridurli in polvere.
-Mescolo delicatamente tutti gli ingredienti preparati, verso in uno stampo da plum-cake foderato con carta-forno e metto in freezer.
-Lascio raffreddare circa 4 ore.
-Servo a fette, decorando col cioccolato fuso a bagnomaria e ancora caldo.

mercoledì 20 giugno 2007

caldo, tanto caldo!

Anche se il sole è tramontato da un pezzo, la terribile calura di questi giorni non accenna a diminuire: ci saranno almeno 40°, troppi per fare qualsiasi cosa: la paginetta per Elle rimane accantonata; mi sudano troppo le mani.
Allora, ricettina fresca fresca:
GELO DI MELLONE (che dalle mie parti è l'anguria).
Taglio a pezzi la polpa di un'anguria e la passo al passaverdura, in modo da recuperarne tutto il succo. Ne verso 1l in una pentola e vi sciolgo 80g di amido di frumento. Aggiungo lo zucchero, per il quale non c'è una quantità precisa: dipende da quanto è dolce l'anguria e dal gusto personale. 6 cucchiai (150g) dovrebbero bastare. Metto sul fuoco e mescolo continuamente con un cucchiaio di legno finchè il composto comincia a diventare cremoso (ma non deve bollire). Profumo con un po' di vaniglia e verso la cremina in coppette; appena tiepida, la decoro con pistacchi tritati, pezzettini di cioccolato fondente e FIORI DI GELSOMINO. Passo in frigo per almeno 6 ore.

domenica 10 giugno 2007

rosticceria palermitana

Ho vissuto 15 anni a Palermo: è una città bellissima e godibilissima, anche da un punto di vista gastronomico. E’ un piacere entrare in una pasticceria, un panificio, una rosticceria: i golosi come me trovano mille tentazioni.

IMPASTO BASE PER ROSTICCERIA
(calzoni, ravazzate, rizzuole, ciambelle, cartocci).


Ingredienti
1 kg di farina bianca
100 g. di zucchero
100 g. di strutto
Lievito di birra (da 25 a 50 g. in base alla temperatura esterna)*
Un pizzico di sale
Acqua tiepida

* di solito, più caldo è l’ambiente, minore è la quantità di lievito necessaria.

Esecuzione
Impasto la farina e lo strutto con lo zucchero, il sale e il lievito sciolto in acqua tiepida. L’impasto deve essere elastico e non molto duro. Lo metto a lievitare in luogo tiepido per 1 h. Lo riprendo e lo lascio ancora lievitare: questa operazione va ripetuta un paio di volte.

Calzoni fritti
Ricavo dei dischi di 15 cm di diametro dalla pasta, vi adagio al centro fettine di mozzarella e prosciutto cotto e un cucchiaio scarso di pomodoro pelato, condito con olio, pepe e sale. Chiudo il calzone sigillandone i bordi. Spennello la superficie esterna con uovo sbattuto e cospargo con pangrattato. Friggo in abbondante olio d’arachidi a temperatura non elevatissima.

Calzoni al forno
Si preparano i calzoni come nella ricetta precedente e dopo averli spennellati con l’uovo, li cospargo di semi di sesamo. Li dispongo sulla placca del forno, ben distanziati e li lascio lievitare ancora mezz’ora. Li cuocio in forno già caldo a 240° per 15 m circa.

Il resto prossimamente...